Valle Brembana

Itinerari di Sci Alpinismo Valle Brembana Alpi Orobie



Salita: Seguire la carrareccia e dopo un ponte superare la Baita Forno (m. 1473), oltrepassare su di un ponticello l'altro ramo del fiume e salire lungo un ripido sentiero nel bosco che porta alla successiva baita (m. 1491), proseguendo in direzione Est per bosco rado, si raggiunge la Baita Nuova (m. 1759) alle pendici della costa: Ovest del Monte Arete. Superare a mezza costa il successivo ampio vallone che permette di raggiungere la Baita quotata m. 1939.


Itinerario di grande soddisfazione, riservato ad esperti alpinisti, da effettuarsi soltanto in condizioni di neve sicura. Salita: 1° giorno. Da Carona, lungola strada, si sale alla diga di Fregabolgia passando per la frazione Pagliari e per il Lago del Prato. Costeggiando il lago lungo la sponda sinistra (nord) si raggiunge il rifugio Calvi, gia' ben visibile dalla diga Fregabolgia; con forte innevamento questo tratto puo' essere pericoloso.


Il percorso per raggiungere il Rifugio Laghi Gemelli non presenta interesse sciistico ed e' preferibile effettuarlo quando e' ben percorribile la mulattiera estiva. Questo itinerario e' remunerativo per la bella discesa lungo il Vallone dei Frati, in comune con l'itinerario precedente.


Poco prima di arrivare in Pizzino, prendere il bivio a destra seguendo le indicazioni "Rifugio Gherardi". Normalmente la strada è tenuta sgombra da neve ancora per circa 1 km, poi le contrade abitate cessano e si parcheggia (1067 m). Neve permettendo, si possono già calzare gli sci e quindi percorrere la strada sterrata che sale verso la frazione Quindicina fino alle baite di Spiazzo.


Dal piazzale degli impianti di Ceresola - Valtorta - Piani di Bobbio (1330 m), abbassarsi alla partenza della seggiovia per Piani di Bobbio e con direzione E-SE iniziare a salire dapprima lungo la pista di sci poi, con decisione, imboccare il valloncello del Cedrino fino all'omonimo passo (1661 m; 1H). Arrivati al passo, trascurare le tracce in piano che verso sinistra (sud) tagliano a mezza costa, ma salire con affrontabili tornanti, senza problemi fra bosco rado e radure, fino alla cima del modesto, ma molto panoramico Monte Chiavello.


Eccellente gita, adatta a coloro che hanno già una buona padronanza degli sci in fuori pista. Se effettuata con neve soffice, non necessita di sci laminati. Il percorso si svolge sui grandi pascoli della Alta Val Mora e della Val d'Orta sul versante valtellinese. Da non trascurare un'occhiata alla storica fontana posta all'ingresso del Rif. Ca' S. Marco. Se la strada per il Rifugio Ca' San Marco è sgombra di neve, sotto la propria responsabilità in periodo invernale, si può raggiungere il Rif. in automobile (tel. 0345.86020).


L'escursione si svolge in un ambiente molto suggestivo appartenente alle Orobie occidentali. Dall'ampia conca dei piani dell'Avaro, raggiungibili in auto da Cusio, su una laterale dell'alta Val Brembana, il percorso si snoda dapprima su un terreno dolce e aperto, poi nella sua parte centrale si incanala in un vallone selvaggio e aspro per poi tornare meno severo e panoramico nei pressi dello storico Rifugio Ca' San Marco. nei pressi dello storico Rifugio Ca' San Marco.


Questa escursione ha tutti gli ingredienti per risultare un vero banco di prova per future ulteriori uscite a quote maggiori e con distanze più lunghe. Infatti, lo sciescursionista può prendere qui dei punti di riferimento per misurare se stesso e la propria preparazione tecnico-fisica, senza addentrarsi in luoghi selvaggi e difficilmente raggiungibili da eventuali soccorritori.


Raggiunto a Foppolo il piazzale da dove parte la sciovia del M. Toro (1600 m) ossia l'impianto posto più a sinistra per chi guarda, bisogna iniziare a salire fra campi innevati e bosco rado, tenendo la sinistra e puntando ai grossi paravalanghe in calcestruzzo. Poco sopra si giunge alle Baite di Rovera (1685 m).


Durante la salita, evitare deviazioni e scorciatoie. Già dopo i primi tre chilometri, il bosco si dirada e permette di ammirare i versanti nord del M. Menna, del Monte Vetro e del Corno Branchino, tutti sulla destra salendo. Dopo circa 2 h, non faticose, si arriva nella grande conca di Mezzeno (5 Km da Capovalle) dove la strada finisce e le montagne maestose fanno corona alle quattro baite di Mezzeno (difficoltà: medio sciatore, livello blu).


Gita facile su ampi e dolci dossi, ben frequentati in primavera; quasi tutto l'itinerario è visibile dal noto Rifugio Calvi del CAI, punto d'appoggio del celebre Trofeo Parravicini di sci alpinismo. Non essendo una gita lunga, è possibile effettuarla in giornata anche se si sale da Carona. Partiti dal pianoro sottostante il Rifugio Calvi (2020 m), piegare nei pressi di una piccola baita verso S-O e con un accentuato pendio iniziale, in circa 15' si giunge alla Baita Piano dell'Asino (2064 m).